domenica 8 novembre 2015

BIOGRAFIA ARTISTICA DI ANITA PITTONI

BIOGRAFIA

1901-1931
Anita Pittoni nasce a Trieste il 6 maggio 1901.

Frequenta il vivace ambiente futurista e costruttivista triestino, impara le tecniche della tessitura a mano, del ricamo, della maglieria a ferri e all' uncinetto.

Disegna bozzetti e realizza originali arazzi e tappeti, abbigliamento maschile e femminile, cuscini e tendaggi. Inventa il punto alto leggero ad intarsio.  

Partecipa alla Prima Esposizione del Sindacato delle Belle Arti e del Circolo Artistico nel 1927 e, tramite l’architetto Gustavo Pulitzer Finali, conosce Gio Ponti e pubblica su “Domus” un arazzo. L’attività espositiva continua a Roma con Anton Giulio Bragaglia.

Dirige il primo corso dedicato all'abbigliamento artistico presso l’Ente nazionale artigianato e piccole industrie (ENAPI) di Trieste insegnando le nuove tecniche per la lavorazione a mano di arazzi, tappeti e maglierie. Il suo scopo è il rinnovamento delle capacità manuali delle donne. 

1932- 1934
Fonda lo Studio d’Arte Decorativa: una bottega artigiana con donne esperte che eseguono i suoi modelli a ricamo e a maglia.

Viene scelta per gli allestimenti navali del “Conte di Savoia” e la sua tenda “La danza” viene pubblicata sulla prestigiosa rivista “The Studio”. 

Dirige la rivista torinese “LiL. Lavori in Lana” delle Lane Borgosesia.

Partecipa alle Sindacali di Trieste e Pola, alle Fiere dell’artigianato di Firenze, alla Triennale di Milano, alla Biennale di Venezia e alle prime passerelle organizzate dall'Ente Moda di Torino.

Le sue creazioni a ricamo e a maglia vengono considerate molto innovative.

1935-1942
Crea una collezione di abiti sportivi e da pomeriggio con lana e filati non convenzionali (iuta, canapa, ginestra, metallo). La caratteristica principale è l’assenza di disegni e “complicazioni”. I modelli per spiaggia e giardino e i costumi da bagno riscuotono l’interesse di donne dai gusti sofisticati e audaci.

La battaglia autarchica del “vestire italianamente” sostiene le sue proposte alle quali viene riconosciuto valore innovativo e artistico.

Riceve premi, menzioni e medaglie. Nel suo laboratorio arrivano moltissimi ordini anche per tende in canapa e stoffe a maglia per rivestire poltrone. Lavora ancora per l’Associazione Piccole Industrie (ENAPI) per formare abili artigiane in grado di realizzare prodotti artistici. Tra esse sceglie le migliori per il suo laboratorio.

Tiene conferenze, scrive articoli e continua a partecipare alle mostre d’arte decorativa in Italia e all'estero (Parigi, Buenos Aires).

Riceve lusinghieri apprezzamenti dalle riviste “Domus” e “Casabella” e collabora con gli architetti BBPR per arredi moderni e funzionali. Collabora con l’architetto Agnoldomenico Pica e apre una succursale del suo Studio d’Arte Decorativa a Milano.

Riceve ampio spazio espositivo (quasi una personale) alla mostra “Sette artisti triestini” al Palazzo della Permanente a Milano nel 1942. E’ un successo ma c’è la guerra.

1943-1982
La guerra causa il crollo dell’attività artistica e artigianale. Scrittura, impegno politico e letterario diventano preponderanti nella sua vita.

Chiude lo Studio d’arte decorativa (1948), scrive poesie in dialetto triestino, articoli e libri, trasforma la sua casa in un intenso salotto letterario, fonda la Casa Editrice Lo Zibaldone.

Viene invitata alla Triennale di Milano come membro della Giuria, riceve ancora riconoscimenti per la sua carriera di pittrice e creatrice. Partecipa a qualche mostra (Venezia, New York, Milano). E’ in difficoltà economiche. 

Si spegne in solitudine l’11 maggio 1982.


Nessun commento:

Posta un commento